Genea's Comics


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bio



BREVE BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA
a cura di Willy Peyote

Senza fissa dimora dall'età di DODICI anni, ha passato l'infanzia a falsificare opere di Jean Michel Basquiat per conto di UN noto gallerista italoamericano. Scampata all'incendio dello yacht sul quale stava festeggiando la vittoria del concorso "Miss Voodoo Alien", si ritrova sulla costa del Madagascar, dove decide di stabilirsi per curare la rara forma di sferocitosi da cui si scopre affetta. Alla morte del suo TERZO marito, lascia Antananarivo e per NOVE anni si perdono le sue tracce. Nemmeno nella biografia non autorizzata "Diamond Lies - The Rise and Fall of Genea, Vol. 1" (disponibile su Banana Books®), verrà mai riportato il periodo in questione. Terence Dirschneider, autore del volume, ha più volte dichiarato di aver scritto il capitolo incriminato, ma che, per l'interesse collettivo, è stato cestinato poco prima di andare in stampa. Si susseguono gli avvistamenti in compagnia di star del cinema muto e torna a far parlare di sé dopo lo scandalo Watergate, di cui ancora oggi detiene i nastri. Grazie al campionamento della voce dell'allora Presidente Richard Nixon, Genea Saint Genea scala la hit-parade con il pezzo "Dancing Bullet", composto a QUATTRO mani con Stenton Haywood Jones, futuro padre di David Bowie, che giunge al SETTIMO posto in Inghilterra e al TRENTUNESIMO nella indie chart statunitense. La New Wave è nata, ma troppo in anticipo sui tempi e per anni il singolo sarà bandito dalle radio fino alla cover eseguita dai Roxy Music nel multiplatino "Rhapsody in the Snow - Live At Budokan", di fronte a UNA folla di DUECENTOTRENTAMILA fan giapponesi. La sede centrale del fanclub di Bali viene chiusa dall'Interpol, a causa della conclamata oscenità del merchandising distribuito. Nella seconda metà degli anni SETTANTA torna al disegno, suo PRIMO amore, abbattendo la barriera tra figurazione e astrattismo e, per la PRIMA volta, la critica emette UN giudizio unanime catapultandola ai vertici delle quotazioni. Qualche anno dopo Sotheby's vende il suo primo book per SEIMILIONI di sterline.

Sarà la stessa Liz Taylor, inquisita dall'ufficio delle tasse, a dichiarare l'acquisto del prezioso manufatto come regalo per le SECONDE nozze con Richard Burton. Frequenta in incognito i corsi della "Scuola Romana dei Fumetti", al termine dei quali dichiara: "Nessun diploma potrà restituirmi la verginità". Da questo momento Genea Saint Genea non rilascerà più interviste e girerà il Sudamerica a fianco dei Club Kids, in un maelstrom di visioni lisergico-rivoluzionarie ed eccessi gastronomici che la porteranno al suo QUATTORDICESIMO esaurimento nervoso. Di seguito a questo shock è nominata "Tv Fashion Guru" dalla WorldWide Media Academy di Taiwan, titolo conferito in concomitanza con il bando in contumacia da parte dei reali inglesi per aver attaccato UNA gomma da masticare su UNA specchiera Chippendale del DICIANNOVESIMO secolo. La sua carriera è a UN punto morto, decide quindi di acquistare UN'urna funeraria predisposta per il lancio nello spazio, come poi faranno in seguito Timothy Leary e Jerry Garcia. Dopo aver bruciato i suoi ultimi scritti insieme alla villa pompeiana di Boston, si trasferisce in una Thunderbird del SESSANTADUE parcheggiata nello stesso quartiere. Il misterioso gruppo Dogma NOVANTACINQUE si unisce attorno alla sua figura, traendone ispirazione durante i riti iniziatici che però disturbano la coesione della compagine capitanata da Lars Von Trier. In seno a questa corrente nasce il suo progetto di UNA trilogia cinematografica postuma sulle groupies delle spedizioni precolombiane. Il collasso economico, successivo al lancio della linea di cosmetici "Violent Dream" per bambini idrofobi, costringe Genea a stabilirsi a Pizzo Calabro, lontano dagli sguardi indiscreti e dai curiosi invadenti, ma soprattutto circondata da Priscilla, cane da salotto addestrato ad abbaiare in alfabeto morse, suo unico contatto con il mondo esterno.

HANNO DETTO DI LEI:
JAMES SAINT JAMES - "Mi ha battezzato secondo l'usanza Maori, è stato doloroso, ho pianto per una settimana e oggi è una cosa di cui vado fiero"
JANIS JOPLIN - "Siamo sorelle, niente potrà mai dividerci, a chi credete che sia dedicata Piece of My Heart?"
MASSIMO ROTUNDO - "La definizione di glamour? Tre parole: Genea Saint Genea"
REY MYSTERIO - "Di notte, quando Dominique si sveglia e mi chiede dove sia sua madre, non so mai che cosa rispondergli"
GALA DALÌ - "Non la perdonerò mai, ho sempre saputo di essere la seconda scelta per Salvador"
IGGY POP - "Fuckin' hell yeah!"
JOHN CAMERON MITCHELL - "Avere una personalità non significa tingersi i capelli, Genea mi ha insegnato anche questo, che altro dire se non che mi ha ceduto i diritti delle canzoni per il mio musical?"
PIPPO FRANCO - "Quando frequentavamo via Veneto si voltavano tutti a guardarla… stavamo così bene insieme, non cesserò mai di adorarla…"
ROB HALFORD - "Ogni tanto, nei momenti di solitudine, ripenso a Genea e al suo spirito dolce e battagliero, senza di lei non avrei mai dichiarato la mia omosessualità latente, grazie Genea"
LUIS BUNUEL - "È la reincarnazione di Tutankhamon"
SHARON OSBOURNE - "La società ha bisogno di martiri da crocefiggere, basta andare in onda nella fascia protetta"
ROGER AVARY - "La produzione mi aveva imposto di lavorare con lei per via del suo cameo in "Ghostbusters", ma, credetemi, anche se il film ["Almighty Genea in Rainbow Hell"] non verrà mai distribuito, non vi perdete un cazzo"
ARISTOTELE ONASSIS - "Forse l'ultima vera diva in grado di attraversare indenne le mode, i trend e i colpi di stato"
BAM MARGERA - "Pensavo di aver visto, spaccato e fumato di tutto, ma quando ho saputo della partita a Forza Quattro con Charles Manson ho dato un taglio netto e ho chiuso lo show ["Viva La Bam"], non dovevi farmelo, ti odio Genea"
DAVID HASSELHOFF - "No comment"
MARC BOLAN - "Durante il "Bang a Gong Tour" mi ospitava spesso per cena, in realtà ero io che non potevo fare a meno delle sue ricette, ho anche cercato di disintossicarmi, ma è andata a finire che le ho finanziato la prima catena di ristoranti!"
CHRISTOPHER WALKEN - "Prima di conoscerla avevo una paura fottuta del buio"

RASSEGNA STAMPA:
"Dopo tutto questo tempo è lecito parlare di un "fenomeno Genea", con questo si intende, infatti, una costante tendenza alla perfezione che si sviluppa con un'espressività debordante, caotica, che crea dipendenza. Non si può fare a meno di citarla se si vuole conoscere anche superficialmente la storia della cultura mediatica e non." THOMAS PATTERSON - TIMES MAGAZINE
"Ricordo ancora il mio primo concerto, avevo quattordici anni ed ero facilmente impressionabile. Lei era lì, sul palco, che sovrastava il corpo di ballo dalla pedana ascensionale, immobile e ipnotica. Con quello sguardo che raramente sfoggiava nei videoclip, inizia a sfilarsi il guanto di seta rossa per il solito strip-tease finale e il pubblico degli spalti si getta in delirio per raccoglierlo. Di scatto, si addenta una falange e sputa il medio e l'indice sanguinanti tra la folla accalcata e adorante sotto di lei. Quell'immagine mi ha turbato per anni." CAMERON CROWE - ROLLING STONE MAGAZINE
"Appare subito chiaro a tutti che Genea non potrebbe mai partecipare a una mostra collettiva. Il suo spirito di rivolta è illuminato, fanciullesco, primitivo. Parlare con lei è come scoperchiare il vaso di Pandora. Saremo forse pronti all'assalto frontale? A che scopo resistere al dramma finale di un'inaccettabile verità? Suo è l'entusiasmo per ogni principio, sua è la coscienza dell'autodistruzione, dell'inutilità umana e della nostra, comune, stolta joie de vivre" TRISTAN TZARA - THE DADAIST MANIFESTO
"Le donne non dovrebbero fare cinema, quanto, piuttosto, subirne le conseguenze. Greta, Marlene e Marilyn hanno fatto del loro meglio e nonostante fossero idolatrate e il pubblico baciasse il suolo che calpestavano, sono rimaste inscindibilmente ancorate al proprio tempo. Simboli del passato, icone della memoria e nulla più. Certo, l'importanza delle loro opere è incontestabile, ma nel momento in cui trova una precisa collocazione storica, perde di valore, si svuota, scompare dalla vista per depositarsi nelle enciclopedie. Niente di tutto questo ha mai toccato Genea, regina sì degli scandali, ma anche lucida eroina dell'immortalità, musa eterna e trasversale che tramuta la pellicola in gioielli imperituri." FRANÇOIS TRUFFAUT - LES CAHIERS DU CINÉMA
"Incredibile la prestazione di Genea Saint Genea alla consolle modificata con fightpad analogico a corrente alternata per allentare la giocabilità di "Bone Storm III - Earthshaker", ultimo titolo di successo della Cannibal Games. Nessun partecipante al torneo ha superato il secondo quadro senza traumi e spasmi epilettici. E nessuno della redazione di PSM credeva ai propri occhi quando la conturbante giocatrice ha sbaragliato il gargantuesco Moloch alle porte della fortezza degli zombie radioattivi. Infine, nessuno è mai giunto tanto oltre sia per il livello di difficoltà, sia per lo stress psicofisico sostenuto. Dopo il premio "Tekken Forver" e il successo alla fiera internazionale "Toronto Ultimate Challenge", è l'alba di un'altra vittoria, per Genea." BRIAN WARNER - PLAYSTATION MAGAZINE


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